I record della Focara di Novoli 2017

Focara di Novoli 2017
 

La Focara di Novoli, un evento da Record

Festeggiamenti a Novoli per Sant’Antonio Abbate

Siamo a Novoli, Lecce, Salento. Ogni anno nei giorni 16, 17 e 18 gennaio, fedeli, pellegrini ed appassionati partecipano sempre più numerosi alla Focara di Novoli. La Focara dei record. La Focara di Novoli è sostanzialmente un monumentale falò costruito con le fascine delle potature delle viti delle vicine campagne.

Si ha memoria della tradizionale Focara di Novoli, oggi con i suoi venti metri di diametro e i suoi venticinque metri di altezza dall’ormai riconoscibile forma conica rovesciata, sin dal ‘900; di epoca bizantina invece (e precisamente dal 1664), che a Novoli diviene il protettore Sant’Antonio Abbate.

Il Santo protettore è conosciuto infatti anche come Sant’Antonio del fuoco ed è il protettore degli animali domestici e degli animali da stalla.

I preparativi iniziano mesi prima grazie alla collaborazione attiva dei cittadini novolesi e del comitato cittadino sostenuto da partners pubblici e privati.

Di sicuro interesse anche la rassegna vinicola prevista da tradizione ogni anno e della mostra mercato; ed inoltre arte contemporanea, convegni ed incontri di vario genere. Subito dopo la processione per le strade del paese, il momento più emozionante e di maggiore coinvolgimento della comunità, rimane comunque l’accensione della focara durante la vigilia: numerose le batterie pirotecniche lungo i crinali che innescano l’imponente falò.

Chi ha partecipato almeno una volta all’evento, sa bene che l’effetto è molto suggestivo e segna ufficialmente il momento ufficiale dell’inizio dei festeggiamenti. Ogni anno inoltre, le notti che seguono l’accensione sono animate dalle interessanti programmazioni musicali con artisti dall’indiscusso spessore culturale.

Sacralità, rituale, folklore: la tradizionale focara dei record in onore di Sant’Antonio Abbate a Novoli merita tutta l’onorificenza dell’essere stata inserita nei beni immateriali e intangibili dell’UNESCO. Tutte le informazioni possono essere approfondite sul sito ad essa dedicato che ogni anno trasmette in streaming la tre giorni della manifestazione

Cantine Aperte in Puglia – Cosa chiedere

cantine aperte puglia
 

Cantine Aperte in Puglia – Cosa chiedere

[cml_media_alt id='68204']Cantine Aperte 2016[/cml_media_alt]

Cantine Aperte 2016

Il 29 Maggio per gli escursionisti del sapore, interessante manifestazione su tutto il territorio Pugliese ed italiano: Cantine Aperte 2016.

Per la 24° edizione di Cantine Aperte organizzata dal Movimento Turistico del Vino in collaborazione con la Regione Puglia, 55 cantine pugliesi accoglieranno i visitatori per degustare, informare ed abbinare con alcune proposte gastronomiche della zona.

Predisposto un bus per raggiungere le nostre cantine in partenza da Foggia, Trani, bari, Ostuni, Taranto, Lecce (Top Wine Destination) con dieci differenti itinerari.

Cantine e produttori tenteranno di spiegare cosa c’è dentro ogni calice di vino. Bene. Ma noi appassionati, consumatori o curiosi domenicali, cosa vogliamo veramente sapere e chiedere ai produttori in occasione di Cantine Aperte 2016?

Di seguito, alcune brevi definizioni che, superato lo scoglio del prezzo per bottiglia o di resa per ettaro, può informare seriamente sul calice che vorremmo degustare e condividere con i nostri cari.

Il vino è una delle bevande alcoliche più naturali e salutari. Sorprendente però scoprire che la maggior parte dei vini che beviamo ogni giorno, sono stati prodotti utilizzando dalla vigna alla cantina, un mix di componenti chimiche quali fertilizzanti, funghicidi, pesticidi … In vigna tali sostanzi chimiche, sono utilizzate per proteggere le piante da attacchi patogeni e per nutrire il suolo.

Per avere dunque realmente consapevolezza su cosa stiamo acquistando e degustando, occorre fare chiarezza sulle varie classificazioni e su cosa esse significhino.

Spendiamo dunque un po’ di parole per descrivere 3 modi di fare vino:

  • Vino BIOLOGICO
  • Vino da agricoltura BIODINAMICA
  • Vino NATURALE

VINO BIOLOGICO

Per ciò che riguarda questa sezione, è da sottolineare che la certificazione EUROPEA di VINO BIOLOGICO certifica ad oggi solo ed esclusivamente le uve. Senza nessun monitoraggio su ciò che succede in cantina.

Non si ha infatti nessun monitoraggio né sui metodi di produzione (solfiti, lieviti, ecc), né sui sistemi di stoccaggio ed invecchiamento, né tanto meno di imbottigliamento.

Per correttezza, il vino dovrebbe specificare in etichetta non tanto VINO BIOLOGICO, ma vino prodotto con uve biologiche.

VINO BIODINAMICO

Il settore del biodinamico richiede sicuramente grande impegno. Biodinamico non significa solo ridurre le sostanze chimiche durante la coltivazione ed il mantenimento delle vigna, biodinamico significa accostarsi alla coltivazione con un nuovo metodo e nuovi occhi. Un metodo a tutela dell’ ambiente che si presuppone di utilizzare composti e preparazioni biologiche.

Le vigne che seguono le filosofie biodinamiche, sono vigne vive e salutari, tengono conto delle fasi lunari e dei ritmi del sole. Il fondatore di questa filosofia è Rudolph Steiner che ha redatto le regole principali del Biodinamico attorno al 1920.

Utilizzare le pratiche biodinamiche può anche semplicemente significare ridurre l’utilizzo di pesticidi e diserbanti rispetto ai quantitativi classici utilizzati.

Alcuni dei leader  della produzione del vino, stanno convergendo verso tali pratiche, senza necessariamente specificarlo in etichetta. Pensiamo al neozelandese FELTON ROAD, al francese DOMAINE LEFLAIVE (Burgundy), all’alsaziano ZIND_HUMBRECHT.

Per molti tale pratica rappresenta la soluzione per una produzione sostenibile e con certezza possiamo dire che non la vedremmo sempre comunicata e pubblicizzata sulle etichette dei vini che acquistiamo.

La certificazione Biodinamica suona come garanzia di responsabilità ambientale ed i vini prodotti dovrebbero sempre avere un chiaro senso di territorialità (terroir) ed essere qualitativamente eccezionali.

VINO NATURALE

Il vino naturale è decisamente un fenomeno recente, il vino naturale utilizza in vigna le pratiche biologiche o biodinamiche ma elimina totalmente l’uso di sostanze chimiche e la manipolazione lungo tutto il processo di produzione.

La differenza chiave con gli altri tipi di vino è sostanzialmente un basso uso o il NON UTILIZZO di solfiti (SO2).

Vino naturale, ad oggi non è un termine accreditato o legale da un punto di vista burocratico ma si riferisce:

  • all’uso di trattamenti biodinamici per apportare vita al suolo
  • all’uso di trattamenti biodinamici per il raccolto
  • al non utilizzo di zuccheri aggiunti per incrementare l’alcool potenziale
  • al non utilizzo di enzimi aggiuntivi
  • all’utilizzo di lieviti naturali
  • al non utilizzo di sapori e aggiustamenti addizionali (pezzi di legno, polveri che incrementano la tanninicità, rispetto dell’acidità naturale)
  • basso o non utilizzo di solfiti durante la fermentazione o l’affinamento (meno di 20ppm per i bianchi; 10ppm per i rossi)

Essenzialmente: non aggiungere e non prelevare.

Bene, ora siamo pronti per incontrare i nostri produttori.

Cin Cin e buon 29 Maggio 2016 – Cantine Aperte (Puglia)

Luana Lobbene per Turismo Dancardi.Org . Case Vacanza nel Salento

“Cantine Aperte in Puglia – Cosa Chiedere”

#Cantine Aperte #Cantine Aperte in Puglia

Holidays House for Rental

Negroamaro: l’uva nera del Salento

Negroamaro
 

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Negroamaro

Negroamaro, Negro amaro, Nero amaro, Negramaro e Nigramamro, Lagrima o Porcinara

 

Negroamamro, siamo in Salento. Puglia. Tra le dolci distese di ulivi e terra rossa, immancabile da secoli la presenza di una delle piante più famose del territorio. Oggi sul Red Carpet del panorama enologico internazionale, ma la storia di questa uva salentina inizia come umile uva da taglio e come uva per produrre un vino rustico per il consumo locale.

Nera, dagli acini tondeggianti e gonfi come olive, nel periodo di completa maturazione, la polpa molto succosa tende a fuoriuscire dalla buccia e sembra lacrimare, da qui infatti l’antico nome lacrima (o lagrima).

Il nome comunque, Negroamaro pare derivare da due parole: niger (dal latino, nero) e mauros (dal greco, nero) ed ambedue indicano e rafforzano la caratteristica cromatica di questo vitigno fortemente legato al territorio.

Il Negroamaro inizia la sua gavetta nel lontano ‘800 con le esportazioni francesi e subito dopo l’Unità d’Italia verso il mercato settentrionale. Per stappare le prime bottiglie di Negroamaro dobbiamo attendere gli anni ’20 quando la casa Conti Zecca di Leverano, realizzò un rosso del Salento chiamato Saraceno. 1943 è datata la prima bottiglia di Negroamaro rosato con i de Castris.

Il Negroamaro oggi presenzia sul mercato sotto varie forme: vini da taglio, rosati, spumanti bianchi e rosè, novelli, rossi giovani ed immediati, rossi secchi di gran corpo, rossi in blend con altre varietà, rossi dolci naturali.

Immancabile dunque, in vacanza nel Salento, una capatina in una delle tante cantine e cooperative per assaggiare ed apprezzare i diversi stili e proposte di questa uva made in Salento.

Aspettatevi un vino limpido e bello, complesso al naso anche se giovane. Elegante ed equilibrato, ricercato nelle sue versioni vintage e d’annata.

Per finire, un unico consiglio: prendete le distanze dai Negroamaro di facile beva, pensati e prodotti per un palato “internazionale”. Negroamaro vuol dire Salento e, che vi troviate o meno di fronte a vini di pregio, dovrà immancabilmente esprimere una chiara ed inconfutabile identità territoriale.

 

“Nunc est bibendum scrisse il grande Orazio

Al poetar ormai non c’è più spazio.

Si versi, dunque, il Negroamaro con delizia

Per cementar l’amore e l’amicizia. “

Nicola Baldassarre

 

Luana Lobbene (per Turismo Dancardi . Case Vacanza Salento)

Madonna dell’Alto Mare, la collina “felliniana”

madonna dell'alto mare alliste
 

Madonna dell’Alto Mare, la collina “felliniana”

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Felline – Madonna dell’Alto Mare

Madonna dell’Alto Mare. Felline, frazione di Alliste. La prima domenica dopo Pasqua, si celebra la Madonna dell’Alto Mare.

La tradizione narra di un marinaio devoto che, scampato ad un bufera in mare, decise di erigere tre Cappelle sui promontori del territorio: Chiesetta dell’Alto Mare di Felline, la Campana di Casarano e il Casale di Ugento.

Pare che il marinaio si trovasse nei pressi del Mar Ionio e vedendosi in difficoltà a causa della tempesta, invocò la Madonna dell’Alto Mare che gli apparse con un’ancora in mano e lo salvò. Nella Domenica in Albis, nella prima domenica cioè dopo Pasqua, i fedeli di Felline e dei paesi vicini ricordano la circostanza con un’avventurosa processione.

La mattina della domenica infatti, presa a braccio la statua della Madonna dell’Alto Mare, i fedeli percorrono un’irpida* salita sterrata sino alla Chiesetta sulla collina a 3 chilometri da Felline, rappresentante l’ultimo promontorio delle Murge. Celebrati i riti e le procedure religiose del caso, tra picnic, scampagnate e bancarelle, la statua della Madonna dell’Alto Mare viene trasportata faticosamente in notturna percorrendo in discesa il sentiero tra gli ulivi. All’entrata del paese, un’altra statua portata a braccio da una piccola processione, attende la Madonna dell’Alto Mare; è un Sant’Antonio da Padova con bambino. Riunite le statue, il rito prosegue tra le strade del paese sino alla stupenda Chiesa di S. Leucio a Felline.

La piccola chiesetta sulla collina, ritorna così protagonista del silenzio rurale delle campagne, così come i suoi affreschi risalenti alla fine del ‘500. Il primo affresco ubicato sul fronte rappresenta una Trinità (Dio Padre, il Cristo Crocifisso, la Colomba), costruito scenograficamente all’interno di un finto altare. Il secondo affresco, sulla destra per chi entra nella chiesetta, è la Vergine dell’Alto Mare seduta con un in braccio un bambino benedicente. A lato dell’immagine ritraente la Madonna, i committenti dell’opera (feudataria di Felline Porzia Tolomei).

I restauri hanno portato alla luce uno secondo livello dell’affresco risalente al XV secolo ed eliminato invece il Sant’Antonio da Padova sulla parete sinistra della chiesetta (pare perché di scarso pregio artistico).

Interessante e suggestiva la presenza dei disegni a carboncino vicino all’entrata ad opera di persone che dovevano imbarcarsi o che avessero rapporti con il mare  (datati tra il XV secolo ed il 1577).

L’iscrizione a carboncino sempre in prossimità dell’entrata, sembra urlare una dedica chiara e precisa e ci dà appuntamento al prossimo anno con la Madonna dell’Alto Mare.

alla Matonna te …

Felline, 3 Aprile 2016

Luana Lobbene per TurismoDancardi.org

 

*irpida = stradina di campagna scoscesa tra i rovi.  Sin. Irto, ispide

Frantoio Ipogeo di Spongano e il Barone Bacile

Frantoio Ipogeo Spongano - G. Manfredini
 
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Frantoio Ipogeo Spongano – G. Manfredini

Frantoio Ipogeo. Comune di Spongano. Scendendo in direzione sud-est da Lecce, approdiamo nel centro della cittadina.

Siamo curiosi di esplorare il frantoio ipogeo del Comune di Spongano, appartenuto e appartenente alla famiglia Bacile.

Il nome del Barone Filippo Bacile di Castiglione (1827-1911), discendente da una famiglia aristocratica originaria delle Marche, è certamente legato allo sviluppo socio-culturale del Salento.

Al Barone Bacile, imprenditore, politico e storico italiano, si deve la realizzazione della Ferrovia Maglie-Gagliano del Capo-Gallipoli che finanziò a sue spese.

Il Barone Bacile, lo studioso di araldica, sintetizzò ed elaborò circa mille stemmi gentilizi.

Al Barone Filippo Bacile imprenditore, si devono importanti innovazioni nella produzione dell’olio di oliva e nello sviluppo dell’industria olearia.

Precedendo ed accompagnando i visitatori alla santa Pasqua, nei giorni 24-25 e 26 Marzo 2016, i discendenti del barone presentano la superba ristrutturazione di questo straordinario frantoio ipogeo con una “grafica” allettante quanto intelligentemente irriverente verso secoli di lavoro in frantoi angusti e maleodoranti.

L’evento è stato inaugurato nel memoriale del Venerdì Santo, giorno in cui la Chiesa celebra “l’Azione liturgica della Passione del Signore in preparazione della resurrezione” .

Nei locali ampi ed illuminati del frantoio ipogeo, le opere di Giovanni Manfredini in Le tre Crocefissioni. Un’invito alla riflessione ed un omaggio culturale della famiglia Basile.

L’iniziativa, promossa da Fabio Bacile di Castiglione, con il patrocinio della Provincia di Lecce e dell’Assessore all’Industria Turistica e Culturale – Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Puglia, vede anche la partecipazione del FAI, Fondo Ambientale Italiano-Delegazione di Lecce, ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Spongano, la Proloco locale e l’Unione dei Comuni Spongano-Diso-Andrano.

Il frantoio ipogeo di Palazzo Bacile di Castiglione è stato inoltre dichiarato d’interesse storico-artistico dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per la provincia di Lecce: “utilizzato come frantoio a partire dal XVII secolo fino alla metà degli anni Cinquanta del Novecento, è il primo nel Basso Salento dedicato alla produzione “industriale” di olio alimentare”.

 

 

Frantoio Ipogeo – Palazzo Bacile

Piazza Bacile, 73038 Spongano (Lecce)

La famiglia che sconfisse le multinazionali delle vacanze nel salento

turismodancardi, la famiglia che vinse le vacanze nel salento
 

La storia della piccola agenzia specializzata in vacanze nel salento che sconfisse i colossi del turismo.

Siamo nella Marina di Alliste, Capilungo per l’esattezza, un piccolo paese che durante l’inverno conta una popolazione di poche famiglie, mentre in estate si riempie di turisti, attirati dal mare incontaminato e dalla lunga passeggiata che per un paio di chilometri segue l’andamento sinuoso della costa. È qui che si svolge la vicenda della famiglia Dancardi, che una quindicina di anni fa, in tempi ancora non sospetti, hanno creato l’agenzia immobiliare Turismodancardi, la stessa piccola agenzia che oggi, come Davide contro Golia, compete e batte le grandi multinazionali del turismo come Booking, Trivago, Homeway, ecc..

La storia è una di quelle che vorremmo sentire tutti i giorni ma che, ahimè, sono sempre più rare. È Riccardo a parlare, il secondogenito, che da sei anni lavoro nell’agenzia creata dai genitori –Sono entrato a far parte di Turismodancardi nel 2009, esattamente il periodo nel quale i grandi colossi del turismo cominciavano a fiutare le potenzialità del salento ed ho subito capito che non potevamo permetterci di giocare al loro modo, abbiamo cambiato la struttura dell’agenzia, abbiamo puntato sul rapporto umano, e non sulla fredda prenotazione on line. Ci trovavamo ad un bivio, dovevamo decidere se ingrandirci o se puntare sulla qualità e fortunatamente abbiamo fatto la scelta giusta. Chi scegli di trascorrere le vacanze nel salento, sceglie un mare incantato, dei piccoli paesini accoglienti e dai centri storici tutti da scoprire, e solitamente è un tipo di turista che, data la mole di bellezze presenti, decide di tornare anche l’anno successivo e quello dopo ancora. Ed è quel target di pubblico che io e la mia famiglia siamo riusciti ad intercettare fino a diventare l’agenzia numero uno in diverse marine sparse lungo tutto il litorale jonico. E da quest’anno possiamo annoverare un altro record, nella bassa stagione riusciamo ad ospitare una famiglia di quattro persone al prezzo più basso in assoluto: 5 euro al giorno!  Molti ci chiedono come ci siamo riusciti, la risposta è semplice, la pubblicità si paga, ogni volta che vedete uno spot in Tv, una piccola percentuale della spesa per essere mandato in onda viene pagata da chi prende in affitto una casa vacanze nel salento, noi non facciamo pubblicità, dopo oltre 15 anni di lavoro ben fatto nel salento, riusciamo ad andare avanti con il solo passaparola, ed anzi, mio malgrado molto spesso non riusciamo ad accontentare la mole di turisti che ci contattano.- La storia di Turismodancardi è la storia dell’imprenditoria fatta per bene, che non punta subito al guadagno, ma che grazie al sacrificio ed all’impegno è riuscita ad affermarsi in un territorio così pieno di concorrenza come le vacanze nel salento.

MANIFATTURE KNOS – La Lecce che non ti aspetti

manifatture knos
 

Manifatture KNOS

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Manifatture KNOS

Immagina un edificio industriale abbandonato, periferico al barocco Leccese da cartolina. Immaginalo nel cuore di un complesso edilizio popolare. Immagina la vecchia scuola di formazione nella quale apprendisti metalmeccanici acquisivano le tecniche del mestiere.

Da un progetto di riqualificazione urbana, nascono nel 2007 le nuove Manifatture KNOS. Un sogno  condiviso che ha coinvolto cittadini, artisti e professionisti; le Manifatture KNOS ospitano oggi una molteplicità di discipline ed eventi all’avanguardia.

Teatro, danza, musica, editoria, arti applicate design, arte contemporanea. Dal 2010 finiti cioè i due anni della ristrutturazione, Manifatture KNOS significano soprattutto CINEMA. Presso la sede delle Manifatture è presente, grazie al coordinamento dell’APULIA FILM COMMISSION, il CINEPORTO della città di Lecce. Un polo culturale in grado di ospitare e gestire prodotti e servizi destinati alle produzioni cinematografiche ed audiovisive.

Dal profondo Sud, le Manifatture KNOS ed il CINEPORTO della Citta di Lecce, aprono le porte a produzioni, maestranze ed artisti offrendo un sostegno logistico importante per collaborazioni culturali di respiro internazionale. Marsiglia, Parigi, Kyoto, Santiago del Cile, Jaffa: un quartiere all’allargato che trova nel radicamento e nelle tradizioni della propria terra, la causa e l’origine della creazione di relazioni nazionali ed internazionali.

Nella vita quotidiana, le Manifatture Knos rappresentano un punto di riferimento per cineforum, corsi di ballo, G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale), sport e fitness e molte altre iniziative.

Nei suoi 4000m2 lo SPAZIO K garantisce connessione wi-fi alimentato interamente a pannelli solari ed ancora una biblioteca, una sala prove per musicisti, una radio popolare (Radio Popolare Salento), un teatro, una ciclofficina; idee e collaborazioni sempre aperte, attuali e senza tempo.

All’uscita, nel parcheggio, ci sembra di ascoltare le parole di Bill Viola nei suoi studi sulle “immagini del tempo”:

I fatti si svolgevano dall’interno all’esterno, non dal basso in alto. Cominciai a pensare alla crescita umana, alla mia stessa vita, nello stesso modo: le idee possono crescere anch’esse (…) la loro espressione in immagini (…) le immagini sono cose viventi devono tutte avere in comune la stessa struttura. La Storia tutta uscì dall’ordine sequenziale, procedendo sia nel passato che nel futuro”. (Viola 1993 p. 53)

MANIFATTURE KNOS a Lecce

via Vecchia Frigole, 34 – 0832 39 48 73

www.manifattureknos.org

 

 

 

 

Vacanza nel salento a 5€ al giorno

 

Una vacanza nel salento a 5€ al giorno?

Di seguito vi farò vedere come è semplice risparmiare e poter trascorrere una vacanza nel salento ad appena 5€ al giorno.

[cml_media_alt id='68094']una vacanza nel salento a 5 euro al giorno[/cml_media_alt]

Risparmia e goditi la tua vacanza nel salento a 5 Euro al giorno

 

Il periodo è quello che è, gli strascichi della crisi si fanno ancora sentire, (ammesso che la crisi sia finita davvero) i soldi sono sempre troppo pochi, ma gli italiani farebbero di tutto per non rinunciare alla meritata vacanza estiva, magari nella meta più ambita dell’estate: il Salento.

 

Sono ormai 10 anni che mi occupo di affitti estivi nel salento, e le mie priorità sono sempre state tre:

 

  • Guadagnare abbastanza da pagare le spese e togliermi qualche piccolo sfizio.
  • Offrire a tutti l’opportunità di venire in vacanza nel salento.
  • Far in modo che i turisti, una volta venuti, si innamorino del salento.

Dopo tanto impegno, sforzi e costanza, sono riuscito a trovare delle strutture ricettive in grado ospitare una famiglia a soli 5€ al giorno. Niente spese di pulizia, tasse di soggiorno, forfait consumi, niente di niente, solo ed esclusivamente 5€ al giorno.

La maggior parte delle richieste che ho, sono da parte di piccoli nuclei familiari composti da madre, padre e due bambini, oppure comitive di 4 amici/amiche.

Dunque, un piccolo nucleo familiare o una piccola comitiva di amici ha l’opportunità di scegliere tra i seguenti periodi:

  • 28 maggio – 4 giugno
  • 4 giugno – 11 giugno
  • 11 giugno – 18 giugno
  • 3 settembre – 10 settembre
  • 10 settembre – 17 settembre
  • 17 settembre – 24 settembre

e di soggiornare in uno dei 10 bilocali del complesso Residence Mancaversa (clicca sul nome per vedere foto e descrizione) ad appena 200 metri dalla spiaggia e ad 1 km da Lido Pizzo (Gallipoli) a soli 5 € al giorno per persona, senza nessuna spesa aggiuntiva.

Dunque cosa aspetti? Condividi sulla tua pagina Facebook questo articolo e contattaci tramite mail info@turismodancardi.org o chiamaci allo 0833 941813 per avere informazioni sull’offerta “Vacanza nel salento a 5€ al giorno” e poi prenota e goditi con chi vuoi, la tua vacanza nel salento.

 

 

Madonnaro Verticale: a Racale

Madonnaro
 
[cml_media_alt id='68081']Madonnaro[/cml_media_alt]

Madonnaro

C’era una volta il madonnaro, artista della strada dedito alla rappresentazione di frammenti religiosi sull’asfalto. Presenza costante durante le feste patronali, le performance pittoriche regalavano e regalano ai passanti prospettive multidimensionali sul rapporto Uomo- Sacro.

Il madonnaro classico propone figure consolidate dell’immaginario religioso cristiano. Transitorie e friabili nella sua materialità; il gessetto infatti, strumento nonché mezzo di espressione, è predisposto per riproduzioni di breve durata.

Puglia e Lombardia sono le uniche regioni italiane che hanno deciso di tutelare legalmente la figura del madonnaro e degli artisti di strada in generale.

Da qualche anno a Racale, piccola cittadina della Provincia di Lecce, si fa letteralmente strada un’altro genere di artista “di strada”. Un Madonnaro Verticale oseremmo. Del madonnaro classico trattiene il gesto iconografico del segno-racconto, ma si inserisce nel contesto urbano del piccolo centro del Sud Salento utilizzando un linguaggio grafico alquanto suggestivo.

Il Madonaro Verticale che risponde al nome di OZMO alias Gionata Gesi,  artista toscano chiamato ad interpretare un progetto di arte pubblica e riqualificazione urbana, utilizza il cemento come tela, il muro, il mattone come rottura dall’appiattimento urbano proponendo scenari illustrativi al contempo classici come il Madonnaro e POP (popolari) come il writer, colui che fa graffiti. E’ decoratore quanto le immagini si presentano all’esterno delle mura di abitazioni civili, è un’io narrante quando la cronaca della forma gioca con la periferia.

Come un Madonnaro utilizza la tematica del San Sebastiano, santissimo patrono della cittadina ma lo griffa, abbigliandolo con dell’intimo alla moda. Come un Madonnaro ancora utilizza corpi per stimolare ad una religiosità più profonda, quella del sociale, ad una comunione eucaristica con una patria fragile, nuda quandanche raggiante.

Le Opere Verticali  realizzate con la collaborazione di Viavai Project e con il supporto del Comune di Racale, suggeriscono rispetto al Madonnaro storico, letture decisamente più tecnologiche, fermamente meno consumistiche, straordinariamente autentiche.

 

Luana Lobbene (IndieSalento per Turismo Dancardi)

Amanda Barnes e l’Avventura di Around the World in 80 Harvest

Amanda Barnes - Around the World in 80 Harvest
 
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Around the World in 80 Harvest

Amanda Barnes e l’Avventura Globale di Around the World in 80 Harvest – PIANETA WINE LOVERS

Il Salento si sa, offre vari spunti di degustazione quando di parla di rossi decisi, corposi e dal tannino di carattere.

Wine lovers, oggi però ci facciamo portavoce di una bella esperienza che Amanda Barnes, giornalista appassionata di vino, sta per intraprendere in giro per il mondo intitolata “Around the World in 80 Harvest”(In giro per il mondo in 80 raccolti).

Amanda ed il suo team visiteranno sei differenti continenti a partire dall’autunno 2016: un totale di 80 sub-regioni dedite alla produzione di vino dalla classica regione Champagne, al Burgundy, Mosel, passando per il nuovo mondo. Perù, Tailandia, Namibia ed India.

La chiave per capire il vino, è sostanzialmente comprendere da dove viene – dice la Barnes – le persone, il luogo, le condizioni e le tradizioni”.

Per i due anni del progetto, Amanda Barnes, comunicherà utilizzando i social media, un sito interattivo ed un periodico digitale mensile. Invita tutti a seguirla affinché la pubblicazione finale del libro, sia frutto di un processo collettivo.

Il team di Amanda Barnes inizierà questo mese con il Sud America, passando dagli Stati Uniti, Canada, Messico per dedicarsi all’Europa alla fine del 2016.

Il 2017 vedrà la Barnes in Africa, Asia, Australia, Nuova Zelanda, Tasmania, di nuovo Europa, Cina, Giappone prima di concludere questo viaggio epico in Canada e in Germania tra le regioni dell’ice-wine.

Barnes ha lanciato Kickstarter campaign per sostenere l’impresa affinché corporate, partners nel settore viaggi, eventi, tecnologia, turismo ed industrie possano sostenere e collaborare al programma.

Dal 5000 a.c. il modo di concepire questa preziosa bevanda, è certamente cambiato. Mutano le tecnologie, i mezzi di stoccaggio e conservazione, mutano le modalità di consumo.

Necessaria e coraggiosa la scelta della Barnes. Ci auguriamo davvero possa far luce su terroir sconosciuti e trasmetterci ancora il senso ancestrale del convivio, del bere bene e del rispetto caparbio del saper fare un buon vino.

Tra storia e nuove tendenze. Tra globalizzazione e sperimentazione di nuovi sapori. Tra tutela amorevole e denominazioni burocratiche. Tra vintage e vini naturali.

Good luck Amanda!

 

Luana Lobbene (IndieSalento per Turismo Dancardi)