Cantine Aperte in Puglia – Cosa chiedere

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Cantine Aperte in Puglia – Cosa chiedere

[cml_media_alt id='68204']Cantine Aperte 2016[/cml_media_alt]

Cantine Aperte 2016

Il 29 Maggio per gli escursionisti del sapore, interessante manifestazione su tutto il territorio Pugliese ed italiano: Cantine Aperte 2016.

Per la 24° edizione di Cantine Aperte organizzata dal Movimento Turistico del Vino in collaborazione con la Regione Puglia, 55 cantine pugliesi accoglieranno i visitatori per degustare, informare ed abbinare con alcune proposte gastronomiche della zona.

Predisposto un bus per raggiungere le nostre cantine in partenza da Foggia, Trani, bari, Ostuni, Taranto, Lecce (Top Wine Destination) con dieci differenti itinerari.

Cantine e produttori tenteranno di spiegare cosa c’è dentro ogni calice di vino. Bene. Ma noi appassionati, consumatori o curiosi domenicali, cosa vogliamo veramente sapere e chiedere ai produttori in occasione di Cantine Aperte 2016?

Di seguito, alcune brevi definizioni che, superato lo scoglio del prezzo per bottiglia o di resa per ettaro, può informare seriamente sul calice che vorremmo degustare e condividere con i nostri cari.

Il vino è una delle bevande alcoliche più naturali e salutari. Sorprendente però scoprire che la maggior parte dei vini che beviamo ogni giorno, sono stati prodotti utilizzando dalla vigna alla cantina, un mix di componenti chimiche quali fertilizzanti, funghicidi, pesticidi … In vigna tali sostanzi chimiche, sono utilizzate per proteggere le piante da attacchi patogeni e per nutrire il suolo.

Per avere dunque realmente consapevolezza su cosa stiamo acquistando e degustando, occorre fare chiarezza sulle varie classificazioni e su cosa esse significhino.

Spendiamo dunque un po’ di parole per descrivere 3 modi di fare vino:

  • Vino BIOLOGICO
  • Vino da agricoltura BIODINAMICA
  • Vino NATURALE

VINO BIOLOGICO

Per ciò che riguarda questa sezione, è da sottolineare che la certificazione EUROPEA di VINO BIOLOGICO certifica ad oggi solo ed esclusivamente le uve. Senza nessun monitoraggio su ciò che succede in cantina.

Non si ha infatti nessun monitoraggio né sui metodi di produzione (solfiti, lieviti, ecc), né sui sistemi di stoccaggio ed invecchiamento, né tanto meno di imbottigliamento.

Per correttezza, il vino dovrebbe specificare in etichetta non tanto VINO BIOLOGICO, ma vino prodotto con uve biologiche.

VINO BIODINAMICO

Il settore del biodinamico richiede sicuramente grande impegno. Biodinamico non significa solo ridurre le sostanze chimiche durante la coltivazione ed il mantenimento delle vigna, biodinamico significa accostarsi alla coltivazione con un nuovo metodo e nuovi occhi. Un metodo a tutela dell’ ambiente che si presuppone di utilizzare composti e preparazioni biologiche.

Le vigne che seguono le filosofie biodinamiche, sono vigne vive e salutari, tengono conto delle fasi lunari e dei ritmi del sole. Il fondatore di questa filosofia è Rudolph Steiner che ha redatto le regole principali del Biodinamico attorno al 1920.

Utilizzare le pratiche biodinamiche può anche semplicemente significare ridurre l’utilizzo di pesticidi e diserbanti rispetto ai quantitativi classici utilizzati.

Alcuni dei leader  della produzione del vino, stanno convergendo verso tali pratiche, senza necessariamente specificarlo in etichetta. Pensiamo al neozelandese FELTON ROAD, al francese DOMAINE LEFLAIVE (Burgundy), all’alsaziano ZIND_HUMBRECHT.

Per molti tale pratica rappresenta la soluzione per una produzione sostenibile e con certezza possiamo dire che non la vedremmo sempre comunicata e pubblicizzata sulle etichette dei vini che acquistiamo.

La certificazione Biodinamica suona come garanzia di responsabilità ambientale ed i vini prodotti dovrebbero sempre avere un chiaro senso di territorialità (terroir) ed essere qualitativamente eccezionali.

VINO NATURALE

Il vino naturale è decisamente un fenomeno recente, il vino naturale utilizza in vigna le pratiche biologiche o biodinamiche ma elimina totalmente l’uso di sostanze chimiche e la manipolazione lungo tutto il processo di produzione.

La differenza chiave con gli altri tipi di vino è sostanzialmente un basso uso o il NON UTILIZZO di solfiti (SO2).

Vino naturale, ad oggi non è un termine accreditato o legale da un punto di vista burocratico ma si riferisce:

  • all’uso di trattamenti biodinamici per apportare vita al suolo
  • all’uso di trattamenti biodinamici per il raccolto
  • al non utilizzo di zuccheri aggiunti per incrementare l’alcool potenziale
  • al non utilizzo di enzimi aggiuntivi
  • all’utilizzo di lieviti naturali
  • al non utilizzo di sapori e aggiustamenti addizionali (pezzi di legno, polveri che incrementano la tanninicità, rispetto dell’acidità naturale)
  • basso o non utilizzo di solfiti durante la fermentazione o l’affinamento (meno di 20ppm per i bianchi; 10ppm per i rossi)

Essenzialmente: non aggiungere e non prelevare.

Bene, ora siamo pronti per incontrare i nostri produttori.

Cin Cin e buon 29 Maggio 2016 – Cantine Aperte (Puglia)

Luana Lobbene per Turismo Dancardi.Org . Case Vacanza nel Salento

“Cantine Aperte in Puglia – Cosa Chiedere”

#Cantine Aperte #Cantine Aperte in Puglia

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Madonna dell’Alto Mare, la collina “felliniana”

madonna dell'alto mare alliste

Madonna dell’Alto Mare, la collina “felliniana”

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Felline – Madonna dell’Alto Mare

Madonna dell’Alto Mare. Felline, frazione di Alliste. La prima domenica dopo Pasqua, si celebra la Madonna dell’Alto Mare.

La tradizione narra di un marinaio devoto che, scampato ad un bufera in mare, decise di erigere tre Cappelle sui promontori del territorio: Chiesetta dell’Alto Mare di Felline, la Campana di Casarano e il Casale di Ugento.

Pare che il marinaio si trovasse nei pressi del Mar Ionio e vedendosi in difficoltà a causa della tempesta, invocò la Madonna dell’Alto Mare che gli apparse con un’ancora in mano e lo salvò. Nella Domenica in Albis, nella prima domenica cioè dopo Pasqua, i fedeli di Felline e dei paesi vicini ricordano la circostanza con un’avventurosa processione.

La mattina della domenica infatti, presa a braccio la statua della Madonna dell’Alto Mare, i fedeli percorrono un’irpida* salita sterrata sino alla Chiesetta sulla collina a 3 chilometri da Felline, rappresentante l’ultimo promontorio delle Murge. Celebrati i riti e le procedure religiose del caso, tra picnic, scampagnate e bancarelle, la statua della Madonna dell’Alto Mare viene trasportata faticosamente in notturna percorrendo in discesa il sentiero tra gli ulivi. All’entrata del paese, un’altra statua portata a braccio da una piccola processione, attende la Madonna dell’Alto Mare; è un Sant’Antonio da Padova con bambino. Riunite le statue, il rito prosegue tra le strade del paese sino alla stupenda Chiesa di S. Leucio a Felline.

La piccola chiesetta sulla collina, ritorna così protagonista del silenzio rurale delle campagne, così come i suoi affreschi risalenti alla fine del ‘500. Il primo affresco ubicato sul fronte rappresenta una Trinità (Dio Padre, il Cristo Crocifisso, la Colomba), costruito scenograficamente all’interno di un finto altare. Il secondo affresco, sulla destra per chi entra nella chiesetta, è la Vergine dell’Alto Mare seduta con un in braccio un bambino benedicente. A lato dell’immagine ritraente la Madonna, i committenti dell’opera (feudataria di Felline Porzia Tolomei).

I restauri hanno portato alla luce uno secondo livello dell’affresco risalente al XV secolo ed eliminato invece il Sant’Antonio da Padova sulla parete sinistra della chiesetta (pare perché di scarso pregio artistico).

Interessante e suggestiva la presenza dei disegni a carboncino vicino all’entrata ad opera di persone che dovevano imbarcarsi o che avessero rapporti con il mare  (datati tra il XV secolo ed il 1577).

L’iscrizione a carboncino sempre in prossimità dell’entrata, sembra urlare una dedica chiara e precisa e ci dà appuntamento al prossimo anno con la Madonna dell’Alto Mare.

alla Matonna te …

Felline, 3 Aprile 2016

Luana Lobbene per TurismoDancardi.org

 

*irpida = stradina di campagna scoscesa tra i rovi.  Sin. Irto, ispide

Frantoio Ipogeo di Spongano e il Barone Bacile

Frantoio Ipogeo Spongano - G. Manfredini
[cml_media_alt id='68137']Frantoio Ipogeo Spongano - G. Manfredini[/cml_media_alt]

Frantoio Ipogeo Spongano – G. Manfredini

Frantoio Ipogeo. Comune di Spongano. Scendendo in direzione sud-est da Lecce, approdiamo nel centro della cittadina.

Siamo curiosi di esplorare il frantoio ipogeo del Comune di Spongano, appartenuto e appartenente alla famiglia Bacile.

Il nome del Barone Filippo Bacile di Castiglione (1827-1911), discendente da una famiglia aristocratica originaria delle Marche, è certamente legato allo sviluppo socio-culturale del Salento.

Al Barone Bacile, imprenditore, politico e storico italiano, si deve la realizzazione della Ferrovia Maglie-Gagliano del Capo-Gallipoli che finanziò a sue spese.

Il Barone Bacile, lo studioso di araldica, sintetizzò ed elaborò circa mille stemmi gentilizi.

Al Barone Filippo Bacile imprenditore, si devono importanti innovazioni nella produzione dell’olio di oliva e nello sviluppo dell’industria olearia.

Precedendo ed accompagnando i visitatori alla santa Pasqua, nei giorni 24-25 e 26 Marzo 2016, i discendenti del barone presentano la superba ristrutturazione di questo straordinario frantoio ipogeo con una “grafica” allettante quanto intelligentemente irriverente verso secoli di lavoro in frantoi angusti e maleodoranti.

L’evento è stato inaugurato nel memoriale del Venerdì Santo, giorno in cui la Chiesa celebra “l’Azione liturgica della Passione del Signore in preparazione della resurrezione” .

Nei locali ampi ed illuminati del frantoio ipogeo, le opere di Giovanni Manfredini in Le tre Crocefissioni. Un’invito alla riflessione ed un omaggio culturale della famiglia Basile.

L’iniziativa, promossa da Fabio Bacile di Castiglione, con il patrocinio della Provincia di Lecce e dell’Assessore all’Industria Turistica e Culturale – Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Puglia, vede anche la partecipazione del FAI, Fondo Ambientale Italiano-Delegazione di Lecce, ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Spongano, la Proloco locale e l’Unione dei Comuni Spongano-Diso-Andrano.

Il frantoio ipogeo di Palazzo Bacile di Castiglione è stato inoltre dichiarato d’interesse storico-artistico dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per la provincia di Lecce: “utilizzato come frantoio a partire dal XVII secolo fino alla metà degli anni Cinquanta del Novecento, è il primo nel Basso Salento dedicato alla produzione “industriale” di olio alimentare”.

 

 

Frantoio Ipogeo – Palazzo Bacile

Piazza Bacile, 73038 Spongano (Lecce)

La Caremma: tradizioni dal Salento

Tradizioni dal Salento: la Caremma

Caremma: tradizioni dal Salento

 

 

[cml_media_alt id='67933']Tradizioni dal Salento: la Caremma[/cml_media_alt]

La Caremma Salentina

Tra le strade di Taviano, fa capolino questo strano fantoccio. La Caremma è simile ad un vecchia signora, brutta sdentata, abbigliata di stracci neri. Tra le stringe un fuso di lana da una parte e nell’altra una marangia (arancia amara) con infilzate sette penne di gallina.

La tradizione ci racconta che la Caremma avesse sette nomi: Anna, Susanna, Rebecca, Ribanna, Cruci, Parmi e Pasca. Terminato il Carnevale, La Caremma veniva posizionata a ridosso  di balconi e terrazzi e a rappresentanza di una vedova piangente per il decesso e l’eredità dei debiti del marito.

A causa di questo, la Caremma era costretta a lavorare per saldare tali debiti; il fuso con il filo rappresenta lo scorrere del tempo per il raggiungimento del punto di pareggio di questi debiti (break even point direbbero gli economisti oggi) e la marangia (l’arancia amara) era il gusto amaro di tale esperienza simbolo dunque di sofferenza. Le sette penne infilzate alla marangia, scandiscono le sette settimane sino alla Quaresima.

Il termine Caremma proviene dal lontano XVI secolo quando i soldati francesi giunti in Salento ed incuriositi dal fantoccio allestito sulle case, associandolo al periodo pasquale, la chiamarono “carème” (quaresima).

Ogni settimana alla Caremma le si sfila una penna, fino all’ultima il giorno di Pasqua. Ogni penna è accompagnata dalla seguente filastrocca:

Uno le mennule

Ddoi le carenule

Tre li noci

Quattru le croci

Cinque la passione

Sei le parme

Sette tuminica te Pasca

Se mancia pane carne

Trascorse le sette settimane, la Caremma veniva appesa ad un filo o ad un palo e al rintocco delle campane della mezzanotte che annunciano la Resurrezione, viene incendiata con tanto di scoppietti finali.

 

[cml_media_alt id='67934']Tradizioni dal Salento: la Caremma[/cml_media_alt]

La Caremma Salentina 2

Caremma pizzicotta, mancia lu pane cu lla ricotta, e lu mancia scusi scusi, cu nnù la vitune i carusi.”

Noi e il fantoccio, vi aspettiamo dunque a Pasqua nel Salento!

Monteruga, the ghost town in salento

Moteruga, ghost town salento
Monteruga

Monteruga

Monteruga, the ghost town in salento.

It’s morning with a quiet Ionio sea, cool climate, me and a guest decide to visit a strange place: Monteruga. A cup of typical sandwiches made with a cazzata bread, mayo and tomatoes and another made with cazzata bread and cime di rapa and we are ready to discover Monteruga, abandoned place near Veglie. We don’t know others information but it’s time to leave.

The appointment is at Passeggiata of Capilungo. Rural and eco-compatible route near the rocks. Some people are walking through the 1800 mt. Not bath today, only hopeful fishermen that are betting in good day. 1 km from the Passeggiata of Capilungo a very suggestive place: I “diauoli” (the Evil place) remember us when these rocks meet the history with Pirro King (306-300 b.C.) or during the two Big Wars. Rather we can see some recent defence points made with bricks.

Torre Suda, a big tower presents on a beautiful corner. The sand on the bottom shows us an incredible water colour.

Monteruga, ghost town salento

Monteruga, ghost town salento

Mancaversa introduces us the Lido Pizzo Park. Lido Pizzo Tower is not visible from the main street but the view from the tower should incredible: all around thousand of metres of Mediterranean plants: rosemary, oregano, wild olive trees and many others.

A quick view in Gallipoli. At the end of the main street, heart of the shopping and stage of week end, the parking of the port gives us an idea about Gallipoli Old. From the parking, we understand why is named pearl of the Ionian sea. If we observe the city planning, Gallipoli old is like an oyster in its fortified walls.

After Gallipoli, Rivabella known also for its beautiful beaches, another fortified tower with a square plant.

In Santa Caterina, faced on the Ionian Sea a lot of small restaurants. We thought that should be so tasty understand something about the fish traditions. This part of Apulian sub-region with mainly a farmer kitchen tradition could give some good examples about fisher history. Or better should be so interesting spend a morning in a true and real fisher boat. Pescaturismo actually is so cool if it not declined in a fashion party. True also that should be so cool second tour for other reasons!!!

On the Ionian cost, other towers during our journey through Monteruga. Torre S. Maria dell’Alto, Torre Uluzzo, Torre Inserraglio, Torre San Isidoro, Torre Squillace.

Arrived in Porto Cesareo, it’s time to leave the cost and go in direction Veglie, where is our destination Monteruga.

Monteruga

Monteruga

Unforgivable landscape. Vineyards all around. Professional vineyards, very clean and ordered. Others for sure for private use and consume. It is not the best moment to observe vineyards. It’s January all the leafs are gone, there are not grapes but for a wine lover it’s like to touch a small paradise made by human work.

Arrived in Monteruga we feel like two ghosts in a ghost city. Only some minutes to understand how we should start to visit this place and why we are there. At the beginning we don’t know nothing about the area. Camera, a bottle of water and we are in main square. If front an open Church, all around abandoned houses. All the roofs are incredible damaged and a lot of signals advise the visitors to pay attention.

Monteruga is not very old, it’s not a prehistoric situation to understand. An industrial construction, after that another building suggests us that there were a country economic system with a big industrial scale.

 

Monteruga

Monteruga

Resuming about Monteruga

Privince: Lecce

City Planning: Rural Village with  fascist track

Edification Period: 1930 ca.

Ababdoned Period: 80’s

Abandoned Reason: Decrease first function

 

Our tour is a silent tour through a lost private life: social and political.

Here there was people untill 80s. A Fascist organisation for about 800 person arrived from the South.

Reclaimed the lands, 800 person was part of the city with schools, houses, frantoi, the Sant’Antonio Abate Church, barracks, boules court, tobacco deposit, wine cellar, etc.

Leaving Monteruga we start to read some about Monteruga History and it is hard today play to be an
anthropologist and try to visualize how was a normal Sunday.

The privatization of lands and the economic power of neiborg countries have been the two principal factors of Monteruga’s decline.

Our tour is finish, with us as gift, the religious silence deconsecration of San Antonio Abate Church.

 

 

Gallipoli into the 14th Century Walls: fishers and Churches!!!

Gallipoli
Gallipoli (Kallipolis, the beatiful city) Lecce - Italy

Gallipoli (Kallipolis, the beatiful city) Lecce – Italy

Gallipoli, fishers and churches.

Gallipoli (Kallipolis, the beatiful city that means the name), was founded by Idomeneo from ancient Crete, as the legend tell us. Then the town became part of Magna Grecia and after too many disastrous victories, was defedeat by the Romans.

Interesting the period when King Ferdinand I of Two Sicilies, started the construction of the port and Gallipoli was considered the largest olive market in the Mediterranean.

Today the town is divided in two parts.

Very interesting the old city located on limestone island lined to the mainland by bridge in the 16th century.

Under the basement some frantoi ipogei, rimenber us the past economy.

Many Baroque Churches in the old town and exiting Palazzi in the broader sea-front promenade and dislocated in the labyrinthe.

The liveliest part of the town is the fish market, situates into the oldtown defence walls. Sea urchins, anchovies, sardines, mackerels, stone bass, sword fish, cozze “piluse” (woolly mussels), etc, give us some basic ingredients for the traditional Gallipoli’s recipes.

Shown below a list of Gallipoli’s Churches and Palazzi into the 14th century walls (the old town).

  • Baroque cathedral of Sant’Agata (17th century). It has a richly decorated façade in carparo, a local limestone, with niches featuring statues of saints. The interior is on the Latin cross plan, with Baroque altars, including a polychrome high altar by Cosimo Fanzago.
  • Church of St. Francis of Paola (1621)
  • Church of St. Francis of Assisi, built in the 13th century but renovated several times later. It is home to a stone nativity scene by Stefano da Putignano (late 16th century)
  • Church of San Domenico al Rosario (late 17th century), annexed to a former Dominican convent.
  • Church of the Holy Crucifix (1750)
  • Church of Santa Maria della Purità (1661). The richly decorated interior houses, at the marble high altar, a canvas by Luca Giordano depicting the Madonna della Purità between st. Joseph and St. Francis of Assisi.
  • Greek Fountain (16th century), once believed to date to the 3rd century BC. It has bas-reliefs with mythological figures and, on the other façade, the insignia of Charles III of Spain.
  • Palazzo Pirelli (16th century), with mythological-theme decorations in the vault of former entrance archway which was converted to a pharmacy in the 19th century.
  • Church of San Pietro dei Samari, outside the city. It was built in by a Crusader knight, Ugo di Lusignano in 1148.
  • Spiaggia la Puritate beach under the city walls.

Map of Gallipoli

Centra mappa
Traffico
In bicicletta
Trasporti

List of Comuni in the Lecce (Province)

Acquarica del Capo | Alessano | Alezio | Alliste | Andrano | Aradeo | Arnesano | Bagnolo del Salento | Botrugno | Calimera | Campi Salentina | Cannole | Caprarica di Lecce | Carmiano | Carpigiano Salentino | Casarano | Castri’ di Lecce | Castrignano Capo | Castrignano Greci | Castro | Cavallino | Collepasso Copertino|Corigliano d’Otranto | Corsano | Cursi | Cutrofiano | Diso | Gagliano del Capo | Galatina | Galatone | Gallipoli | Galugnano | Giuggianello | Giurdignano | Guagnano | Lecce | Lequile | Leverano | Lizzanello | Maglie | Martano | Martignano | Matino | Melendugno | Melissano | Melpignano | Miggiano | Minervino di Lecce | Monteroni di Lecce | Montesano Salentino | Morciano di Leuca | Muro Leccese | Nardo’ | Neviano | Nociglia | Novoli | Ortelle | Otranto | Palmariggi | Parabita | Patù | Poggiardo | Porto Cesareo | Presicce | Racale | Ruffano | Salice Salentino | Salve | San Cassiano | San Cesario di Lecce | San Donato di Lecce | San Pietro in Lama | Sanarica | Sannicola | Santa Cesarea Terme | Scorrano | Seclì | Sogliano Cavour | Soleto | Specchia | Spongano | Squinzano | Sternatia | Supersano | Surano | Surbo | Taurisano | Taviano | Tiggiano | Trepuzzi | Tricase | Tuglie | Ugento | Uggiano la Chiesa | Veglie | Vernole | Zollino

Discovering Salento: Ugento

discovering salento ugento museum

Discovering Salento: the hidden Ugento

Ugento (Lecce) is a small centre, 60 km from Lecce. Very famouse during the summer for wonderfull beacheas (spiagge) in Torre San Giovanni (2-3 km).

Ugento in a very past past, was a very important cultural and economic centre but it’s true that the real origins of Ugento can not be proved. There are some menhirs, dolmens and Messapian Walls and thanks that we can say that the village was founded during the prehistoric age.

Many the archaeological sites in the area: caves, crypts, beatiful frescos, tell us when Ugento (Aoxentum) was an important commercial port (Torrean Giovanni) for the 12 Messapian Town, or when during the 7th century it was part of Magna Graecia or also when during the Romans period, it became capital of vast area (Portus Salentinus).

What to see:

  • the Museo Civico of Archeological e Paleontologia “Salvatore Zecca”
  • At Serra delle Fontane, not far from the town, the 12th century church of Santa Maria del Casale, containing fine early medieval frescos
  • Odiscovering salento ugento museumn the Lido of Torre San Giovanni, the 16th century angevin towers, one used ad a lighthouse

Events:

  • First Sunday in February: Fair of San Biagio
  • 22 July, Sagra della Puccia, with music and food stands, the “puccia” being the typical bread of Salento
  • 26 and 27 September, Feast of Santissimi Medici

List of Comuni in the Lecce (Province)

Acquarica del Capo | Alessano | Alezio | Alliste | Andrano | Aradeo | Arnesano | Bagnolo del Salento | Botrugno | Calimera | Campi Salentina | Cannole | Caprarica di Lecce | Carmiano | Carpigniano Salentino | Casarano | Castri’ di Lecce | Castrignano Capo | Castrignano Greci | Castro | Cavallino | Collepasso Copertino|Corigliano d’Otranto | Corsano | Cursi | Cutrofiano | Diso | Gagliano del Capo | Galatina | Galatone | Gallipoli | Galugnano | Giuggianello | Giurdignano | Guagnano | Lecce | Lequile | Leverano | Lizzanello | Maglie | Martano | Martignano | Matino | Melendugno | Melissano | Melpignano | Miggiano | Minervino di Lecce | Monteroni di Lecce | Montesano Salentino | Morciano di Leuca | Muro Leccese | Nardo’ | Neviano | Nociglia | Novoli | Ortelle | Otranto | Palmariggi | Parabita | Patù | Poggiardo | Porto Cesareo | Presicce | Racale | Ruffano | Salice Salentino | Salve | San Cassiano | San Cesario di Lecce | San Donato di Lecce | San Pietro in Lama | Sanarica | Sannicola | Santa Cesarea Terme | Scorrano | Seclì | Sogliano Cavour | Soleto | Specchia | Spongano | Squinzano | Sternatia | Supersano | Surano | Surbo | Taurisano | Taviano | Tiggiano | Trepuzzi | Tricase | Tuglie | Ugento | Uggiano la Chiesa | Veglie | Vernole | Zollino

Info

Area: 2,759 km² – Population: about 800,000 inhabitants — Zip/postal codes: 73100, 73010-73059 — Phone Area Codes: 0832, 0833, 0836 —Car Plate: LE – Communes: 97 communes — According to an administrative reform from 1 Jan 2014, the Province will be enlarged to include some communes of the province of Brindisi – Cellino San Marco, Erchie, Mesagne, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Torre Santa Susanna and the commune of Avetrana presently in the province of Taranto.